Fabrizio Sartori


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Biglino e lo Spirito Santo

 

 

Vorrei iniziare questo articolo raccogliendo l’invito che Biglino fa durante una delle sue conferenze di cui si può trovare il video su YouTube, invito a controllare e verificare ciò che egli stesso spiega in maniera da poter restare per sempre amici. Dice infatti al minuto 4.38 circa:

“…Se voi leggete Luca 8 e pensate a certi guru moderni…cioè non sto prendendo ogni volta i riferimenti solo per non perdere tempo perché mi hanno detto che alle 11…però segnatevele le cose che vi dico e leggetevele per cortesia e controllate tutto quello che vi dico per cortesia controllate nel vostro interesse e nel mio così restiamo amici per sempre…perché se le controllate restiamo amici per sempre…”

 

https://www.youtube.com/watch?v=YaFjYgVWGjw

 

E così ho fatto. Sono andato a verificare quanto spiega durante i suoi incontri e ahimè, come sospettavo e temevo, è possibile ascoltare una serie di errori che mi sembra giusto sottolineare e riportare affinché le persone possano farsi un’idea di come stiano in realtà le cose. Mi sono limitato a controllare la parte riguardante i Vangeli e Gesù che lo scrittore piemontese affronta, perché è davvero molto più semplice verificare, è alla portata di tutti un Vangelo, o cercando in Internet quegli scritti di cui proveremo a fare un confronto. Diversamente, per quanto riguarda la parte delle traduzioni dall’ebraico, lì mi pare che un po’ tutti abbiano già spiegato quali siano le imprecisioni che commette, ed io nel mio piccolo non mi permetto di aggiungere altro.

Il video che ho preso in visione è quello in cui Biglino parla dello Spirito Santo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=KdkyHQ96UrM

 

Queste le affermazioni che sentirete sono:

 

Minuto 0.31

“…prima si era già presentato alla madre di Giovanni Battista…visita la madre di Giovanni battista e questa rimane incinta…visita Maria e lei rimane incinta….e a questi due vengono assegnate delle missioni speciali…secondo il gesuita Jean Danielou…cardinale…accademico di Francia…docente di teologia che ha condotto uno studio meticolosissimo sulla figura di Gabriele…questo gesuita scrive ni suoi libri che …Gabriele…meglio…che lo Spirito santo di cui si parla nel Nuovo Testamento è la trasposizione neo testamentaria della figura antico testamentaria di Gabriele…per cui quando nel nuovo testamento c’è scritto dopo la visita di Gabriele… lo Spirito Santo copre Maria….a coprire Maria fosse stato Gabriele e lo Spirito Santo potrebbe essere entrato dal solito posto…tant’è che quando…e questo tra l’altro…”

 

Allora prendiamo in mano il testo del Vangelo  di Luca che narra del concepimento del Battista e di Gesù e leggiamolo, sottolineando dei passaggi cruciali:

 

 [5]Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. [6]Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. [7]Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

[8]Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, [9]secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso. [10]Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso. [11]Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. [12]Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. [13]Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. [14]Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, [15]poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre [16]e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. [17]Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». [18]Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». [19]L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. [20]Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo». [21]Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. [22]Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

 

Ecco che dal racconto dell’evangelista Luca otteniamo tutta una serie di informazioni che elenco di seguito:

 

PRIMO : [11]Allora gli apparve un angelo del Signore

 

Gli “apparve”. MA COME??? APPARE UN GABRIELE …Si parla di apparizione. Nient’altro da aggiungere. Si commenta da solo.

 

SECONDO : “[7]Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.”

 

Elisabetta è sterile. Non avevano figli non per “colpa” di Zaccaria, ma viene detto che Elisabetta è sterile e in più è anche in là con gli anni. Inutile raccontarci la balla che un ingegnere genetico allora ha messo incinta Elisabetta. E tanto meno con fantasiose inseminazioni artificiali. Biglino non deve aver letto attentamente il brano del Vangelo quando racconta che lo “spirito santo è dev’essere entrato dal solito posto”… nonostante quelle strane fantasie … è OVVIO che per quanto fosse potuto essere tecnologico “quello là”, sacrificarsi a fare sesso con una in là con gli anni dev’essere stato sicuramente deprimente…(perdonatemi l’ironia ma è l’unica risposta a queste strampalate ipotesi).

 

TERZO : Se “quelli là” si sceglievano quelle “piene di grazia” cioè le belle gnocche di cui parla Biglino……come mai “quelli là” sono andati da Elisabetta che era di “ETA’ AVANZATA’”?????????? Anche qui non ci siamo.

 

 

QUARTO : “…la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio…”

Ma come???? La tua preghiera!?! Ma la preghiera allora dev’essere stata presentata ad un ufficio per la fecondazione assistita?!?! Da morir dal ridere. Le persone dovrebbero VERIFICARE LE COSE CHE ASCOLTANO!!! Si parla di una preghiera accolta. Zaccaria avrebbe chiesto ad un “qualcuno” di lasciare incinta sua moglie? NO. NEMMENO QUESTA IPOTESI, altrimenti non sarebbe rimasto turbato dall’apparizione di Gabriele, perché in quel caso lo avrebbe dovuto conoscere. In ogni caso si parla di preghiera e quindi c’è poco da inventarsi.

 

 

QUINTO : “[19]L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio.”

Si parla di annunzio. Lui, Gabriele è andato solo ad annunziare che la preghiera di Zaccaria è stata accolta.

 

SESTO : “[15]poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre [16]e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.”

Qui ci colleghiamo al discorso di Dainelou, che tuttavia dimostra di NON aver letto. Infatti nel Vangelo si dice che “sarà pieno di Spirito Santo”…allora se lo Spirito Santo è la trasposizione cristiana del Gabriele Antico Testamentario, a Biglino piace di re che Danielou la pensava così, allora come fa Elisabetta ad essere lasciata incinta da Gabriele e subito dopo essere piena di Gabriele??? Tra l’altro Danielou non ha mai detto quelle cose, perché si tratta di uno studio che il gesuita fece sugli scritti giudeo-cristiani (gli ebrei cioè che credevano a Gesù ma che non avevano abbandonato i rituali ebraici) e sulla comparazione fra la teologia che emerge da quei testi con quella dei cristiani dello stesso periodo storico e che poi avrebbero dato vita alla Chiesa.

 

SETTIMO : [ [22]Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione

Eh si…..lo ripeto ancora…si parla di “VISIONE”….

 

Ora trattiamo le varie fecondazioni di “quelli là” di cui parla Biglino, verificando cosa c’è scritto nei testi:

 

Leggendo poi l’incontro tra Gabriele e Maria leggiamo che (coloriamo le parti cruciali nel testo):

 [26]Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, [27]a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. [28]Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». [29]A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. [30]L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. [31]Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. [32]Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre [33]e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

[34]Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». [35]Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. [36]Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: [37]nulla è impossibile a Dio». [38]Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

 

Stenderà la sua ombra. Coprirà con l’ombra. Non si capisce di cosa parli lo scrittore piemontese.

 

 

Poi al minuto 1.59

“…nell’Antico Testamento abbiamo i racconti di parecchie visite degli elohim alle femmine adam…a partire dal capitolo 6 di genesi in cui si dice che i figli degli elohim videro che le femmine adamitiche erano molto appetibili e se ne presero quante ne vollero facendo sesso con loro e avendo dei figli…e poi abbiamo degli elohim che visitano Sara la moglie di Abramo e dopo la visita lei rimane incinta e poi gli elohim che visitano la madre di Giacobbe ed Esaù dopo lei rimane incinta di un parto che sarà gemellare… qui abbiamo Gabriele che visita due donne che rimangono ambedue incinta e ai due figli  vengono affidate due missioni particolari l la  lei rimane incinta e nasce Sansone…. insomma di interventi di questi signori qui su donne di una certa stirpe sono continui e quindi li porrebbe in una sorte di successione logica…”

 

Ecco che vengono elencate una serie di incontri sessuali tra “quelli là” e una serie di donne presenti nella Bibbia. Ho cercato nella Bibbia quegli incontri e vi riporto quanto ho trovato:

 

Genesi 25 – Nascita di Esaù e di Giacobbe

[19]Questa è la discendenza di Isacco, figlio di Abramo. Abramo aveva generato Isacco. [20]Isacco aveva quarant’anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuèl l’Arameo, da Paddan-Aram, e sorella di Làbano l’Arameo. [21]Isacco supplicò il Signore per sua moglie, perché essa era sterile e il Signore lo esaudì, così che sua moglie Rebecca divenne incinta.

 

PRIMO: NON SI DICE CHE GABRIELE O UN GABRIELE ABBIA MESSO INCINTA QUALCUNO. C’E’ SCRITTO CHE IL SIGNORE LO ESAUDI’!!!!!

 

SECONDO : Ma come??? Anche in questo brano come poi con Elisabetta e Maria viene detto che Rebecca era sterile!!!!!! E che fu Isacco a supplicare per sua moglie!!!!!! Ecco allora che il senso della “scelta” che “quelli là” di Biglino, va a farsi friggere per perché ci sono preghiere e suppliche rivolte al Signore dai mariti, in quanto le loro mogli erano STERILI O DI ETA’ AVANZATA!!!! Perchè non se le prendeva NON STERILI??? E GIOVANI…? bah….

 

Leggiamo di Sarai, la moglie di Abramo:

 

Genesi – Capitolo 16 Nascita di Ismaele

[1]Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, [2]Sarai disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò la voce di Sarai. [3]Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l’egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito. [4]Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei.

 

Quindi : [1]Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. [2]Sarai disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli».

Il Signore ha IMPEDITO A SARAI di rimanere incnta nonostante avessero provato: [1]Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. MA COME???? Sarai dice che il Signore gliel’ha impedito???? Come??? Ecco allora che già qua le parole di Biglino fanno sorridere perché evidentemente non ha letto il racconto. Abramo poteva avere figli visto che li ha avuti con Agar.

 

Qualche capitolo più avanti leggiamo questo:

 

Genesi – Capitolo 18 – L’apparizione di Mamre

[1]Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. [2]Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, [3]dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. [4]Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. [5]Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fà pure come hai detto». [6]Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». [7]All’armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. [8]Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr’egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.

[9]Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «E’ là nella tenda». [10]Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all’ingresso della tenda ed era dietro di lui. [11]Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. [12]Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!». [13]Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? [14]C’è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio». [15]Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì, hai proprio riso».

 

PRIMO : [1]Poi il Signore apparve. APPARVE.

 

SECONDO :  [3]dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo

Secondo voi anche Abramo pensava di aver trovato grazia e di poter rimanere incinta? Bah…

 

TERZO : [9]Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «E’ là nella tenda». [10]Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».

Che gentili….se “quelli là” avessero fatto davvero sesso con le donne come viene raccontato non credo che Abramo sarebbe stato così contento di dare sua moglie a “quelli là”.

 

QUARTO : [12]Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!». [13]Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? [14]C’è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio»

Ma allora è una fissa!!! Come con Elisabetta a “quelli là” piaceva fare sesso con le vecchie, secondo le parole di Biglino il quale ci aveva illuminati con il discorso circa l’abitudine che avevano di accoppiarsi con le belle ragazza adamitiche….

Elisabetta: Luca 1: [18]Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni».

Ma non la deve aver letta la Bibbia perché qui si parla di sterili e di vecchie sterili!!!? Sara stessa se la ride chiedendosi come avrebbe potuto partorire da vecchia!!!!!

Circa Elisabetta nel Vangelo di Luca si parla anche quindi  del fatto che fosse sterile e vecchia, si parla di apparizione e visione….che dire………?

 

[7]Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. [8]Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, [9]secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso. [10]Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso. [11]Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. [12]Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. [13]Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. [14]Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, [15]poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre [16]e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. [17]Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». [18]Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». [19]L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. [20]Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo». [21]Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. [22]Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

 

 

 

 

 

 

Minuto 3.20

“Tant’è che quando Gabriele va a far visita a Maria gli dice…questo scrive il vangelo in greco…qui vi do la traduzione mia…quindi buttatela via subito…perché la traduzione è piena di grazia…tenendo presente che il  verbo charitóo…significa rendersi graziosa…(…)…quindi piena di grazia è formalmente vero basta che diamo il significato giusto alla grazia…cioè gioisci tu che ti sei fatta bella…nel senso che come sempre abbiamo scelto te per fare le cose che abbiamo deciso di fare…però questa è mia e quindi buttatela via subito…però questo ha senso…e se per caso ha ragione…Danielou il gesuita che lo Spirito Santo è la trasposizione cristiana della figura antico testamentaria di Gabriele….tenendo presente che quando un Gabriele si presenta a Daniele…(…)…quando si presenta Daniele dice vidi arrivare un ish…che in ebraico è individuo maschio…cioè vidi arrivare un uomo…e nelle bibbie che avete a casa c’è scritto che arrivò volando leggermente volando con leggerezza leggermente…e se prendete un dizionario ebraico compreso un dizionario di etimologia dove c’è la traduzione di quel passo lì c’è scritto come è giusto…che arrivò essendo affaticato di fatica…non volando con leggerezza… arrivò essendo affaticato di fatica…magari anche sudato…se Gabriele è un individuo maschio e se ha ragione il gesuita Danielou a dire cheè la trasposizione dello Spirito Santo…

 

Allora, Biglino in buona sostanza dice che la traduzione “Piena di Grazia” è giusta, che la sua è sua e quindi da buttare ma che ha senso anche se ha appena detto che è sua e da buttare e quella che conosciamo come “Piena di Grazia” sostanzialmente è corretta. Che confusione…

 

Qualche minuto dopo ascoltiamo la voce di qualcuno che dal pubblico pone a Biglino questa domanda:

“ è possibile che invece di accoppiarsi visto che erano sterili presunte sterili  invece di accoppiarsi …avessero fatto una qualche speci di inseminazione articifiale…”

 

La risposta illuminante è:

 

“è possibile…sono assolutamente d’accordo”

 

E usa quest’ultimo discorso per collegarsi all’ipotesi secondo cui:

“il parto gemellare potrebbe essere scappato anche per Gesù…”

 

E si collega cosi a Tommaso detto Dìdimo…

 

PRIMO: Già l’angelo non dice ne concepirai due…poi figuriamoci se “quelli là” di Biglino potevano sbagliare visto che erano giunti in astronave fin qui e avevano un Kavod volante…Nei testi l’annunciazione si parla di un Figlio. I pastori e i Magi cercano e trovano UN bambino. Allora un conto è leggere il testo e provare e un’altra è prendere un libro e inventarsi le cose che NON ci sono scritte e farle passare per vere alle altre persone.

 

SECONDO : Gesù sceglie i dodici. Da nessuna parte si parla di Tommaso fratello gemello. Tommaso detto “gemello”. Questi i passi in cui viene nominato Tommaso semplicemente come uno dei Dodici.  Poi è scritto che è “detto” Dìdimo”- Gemello. “detto”….quindi non poteva essere il fratello Gemello.

 

Luca 6:

La scelta dei Dodici

[12]In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. [13]Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: [14]Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, [15]Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, [16]Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.

 

Matteo 12

[2]I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, [3]Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, [4]Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, che poi lo tradì.

 

Giovanni 21

[2]si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.

 

 

 

 

 

 

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Biglino e Danielou

 

Vorrei iniziare questo articolo raccogliendo l’invito che Biglino fa durante una delle sue conferenze di cui si può trovare il video su YouTube ( https://www.youtube.com/watch?v=YaFjYgVWGjw ) , invito a controllare e verificare ciò che egli stesso spiega in maniera da poter restare per sempre amici.

Al minuto 4:38 circa dice:

“…Se voi leggete Luca 8 e pensate a certi guru moderni…cioè non sto prendendo ogni volta i riferimenti solo per non perdere tempo perché mi hanno detto che alle 11…però segnatevele le cose che vi dico e leggetevele per cortesia e controllate tutto quello che vi dico per cortesia controllate nel vostro interesse e nel mio così restiamo amici per sempre…perché se le controllate restiamo amici per sempre…”

E così ho fatto. Sono andato a verificare quanto spiega durante un suo incontri e ahimè, come sospettavo e temevo, nel video

https://www.youtube.com/watch?v=6wxDGiDLgSs

al Minuto 1:56 potete ascoltare Biglino dire:

 

“…e se voi leggete gli studi del gesuita Daniélou…accademico di Francia…quindi non…lui dice chiaramente che la figura dello Spirito Santo non è altro che la trasposizione in chiave cristiana del Gabriele antico testamentario…quindi lo Spirito Santo che copre Maria è Gabriele che copre Maria…. e lei rimane incinta senza conoscere uomo…con ogni probabilità lo Spirito Santo è entrato dal solito posto…uno studio del gesuita Daniélou accademico di Francia…capite…?…è uno studio molto articolato…che parte dall’Apocalisse di Isaia per venire avanti dove lui documenta che sempre Spirito Santo non è altro che la trasposizione in chiave cristiana della figura Gabreiel antico testamentaria…che è un individuo maschio… quindi questa storia forse va tutta riscritta…tutta riscritta…ci vorrà del tempo…ma magari qualcuno ce la farà…”

 

Biglino comincia un discorso riportando in maniera decisa e ferma una frase che attribuisce al defunto gesuita Danielou…commettendo qui subito un piccolo errore perchè il testo che cita non è l'”Apocalisse di Isaia” , ma si chiama l’“Ascensione di Isaia”. Tuttavia il problema non è il titolo del libro, ma la frase, sia perchè non spiega assolutamente dove l’ha pescata, non spiega poi di cosa si tratta e infine perchè l’attribuisce a Danielou.  SI. Quelle parole pronunciate da Biglino (così come in moltissimi altri occasioni durante l’ascolto dei suoi video) puzzavano di stramberia. E così ho cercato nel Web la fonte nella quale Biglino aveva trovato le parole di Danielou.  SI. Infatti lo scrittore piemontese si limita a dire che si tratta di “...uno studio molto articolato…che parte dall’Apocalisse di Isaia…“, ben poca cosa che si pensa alla portata di quell’affermazione. Sottolinea infatti che era un teologo, un gesuita, un accademico e che quindi quella “trasposizione” doveva essere assolutamente vera e quel Danielou doveva avere assolutamente ragione…..ma tuttavia non dice dove Danielou le ha scritte quelle cose. Ho tentato quindi di recuperare qualche informazione in più nel Web, trovando questo:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/19/gesu-era-un-alieno-mauro-biglino-risponde-lintervista-che-non-dovete-leggere-se-siete-credenti-e-non-volete-rovinarvi-il-natale/4047100/

“Chi era Gesù?
Per quanto riguarda la figura di Gesù e della sua nascita, io da un po’ di tempo sto raccontando nelle conferenze ciò che scrive il gesuita Jean Daniélou, che è cardinale, accademico di Francia, docente di teologia, che nel suo libro ‘La teologia del giudaico-cristianesimo’ afferma che lo Spirito Santo del Nuovo Testamento non è altro che la trasposizione cristiana del Gabriele dell’antico Testamento. E dice che questa non è un’ipotesi, dice che questa è l’unica cosa certa, cioè è ‘imposta dagli stessi testi’ , quindi secondo lui non è solo un’ipotesi è una certezza. L’altra certezza è che il Gabriele dell’Antico Testamento è un individuo maschio. E’ definito un ish (individuo maschio). Ora, se prendiamo questo per vero, e facciamo finta che abbia ragione il teologo francese Jean Daniélou, e che la Bibbia sia un testo ‘storico’, dobbiamo prendere atto che quando nei Vangeli c’è scritto che lo Spirito Santo coprirà la Madonna, a coprire la Madonna sia stato Gabriele, cioè un individuo maschio.
Ma chi è l’angelo Gabriele?
E’ un termine che in ebraico significa Geber-El (cioè potenza di un El, ovvero colui che esercita un potere per conto di un El) e in effetti Gabriele era uno che portava gli ordini degli Elohim (plurale di El, tradotto nelle nostre bibbie con il termine ‘Dio’ o ‘Altissimo’. Secondo Biglino si tratterebbe di individui in carne e ossa, tecnologicamente molto avanzati e probabilmente provenienti da un altro pianeta, che hanno fabbricato l’homo Sapiens, ndr). Allora se così è, dovremmo dire che ‘Gesù è figlio di un geber-el (uno che esercita il potere per conto di un El). Questo è ciò che si ricava ovviamente dal testo, ciò che si ricava da queste analisi molto attente e circostanziate che ha fatto e che ha scritto questo teologo gesuita Jean Daniélou. Questo sarebbe coerente con l’Antico Testamento, con le letture e le traduzioni che sto facendo da anni.”

Qui invece si può apprezzare il solito complottino raccontato da un tizio (che dice di chiamarsi Nemesi):

https://2020novembre5.wordpress.com/2017/12/24/la-nativita-parte-seconda/

“Sempre nell’intervista il teologo afferma che Non ha lasciato niente di scritto.  Ed anche qui la smentita è rapida. Piuttosto sarebbe da chiedersi che fine abbiano fatto i suoi scritti ed anche il rotolo affidatogli da Dio ( Ingil ) per designarlo suo profeta.
Sempre nell’intervista al teologo Gesù è Concepito per opera dello Spirito Santo. Ed anche qui la teologia è discordante.
Il gesuita Jean Daniélou, cardinale ed accademico di Francia, docente di teologia, che nel suo libro ‘La teologia del giudaico-cristianesimo’ afferma che lo Spirito Santo del Nuovo Testamento non è altro che la trasposizione cristiana del Gabriele dell’antico Testamento. In base a questa chiave di lettura è lecito pensare che a dare un figlio a Maria, non è stato Dio ma un suo sottoposto. A questo punto invito il lettore a leggere l’articolo precedente sulla natività, in cui viene menzionato il Protovangelo di Giacomo, lasciando che ognuno tragga le proprie conclusioni.
Stando a quanto afferma il teologo Don Gesualdo non dovremmo saper nulla della vita di Gesù fino ai trent’anni. Il vuoto assoluto circonderebbe la figura più importante del cattolicesimo. Ma questo vale solo per i cattolici. Diverse ed autorevoli fonti smentiscono questa carenza ( a mio avviso voluta ) di informazioni da parte della Chiesa Cattolica.”

E poi FINALMENTE poi in questa pagina Web https://unoeditori.com/alla-ricerca-dellanello-mancante-e-se-la-gemellarita-fosse-il-vero-segno-dellintervento-divino-2/ ho trovato scritto che:

“La vicenda dell’annunciazione di Gabriele a Maria, evidenziandone gli aspetti molto concreti, inducono a pensare a una “visita” che di spirituale non aveva assolutamente nulla: un evento davvero speciale che pare essere uno dei tanti interventi effettuati dagli Elohim sulle donne da loro prescelte.” [2]…

Dove quella nota [2] specifica che quel strano discorso sulla trasposizione dello Spirito Santo  è contenuto in “La teologia del giudeo cristianesimo”:

[2] Sempre Biglino continua: “Il gesuita Jean Danielou (Cardinale, teologo, Accademico di Francia, docente all’Institut Catholique di Parigi) nel suo libro “La teologia del giudeo cristianesimo” ha pubblicato uno studio accurato giungendo alla conclusione che la figura dello Spirito Santo rappresenta la trasposizione cristiana di Gabriele che, non dimentichiamo, nell’Antico Testamento è definito (Dn 9, 21): Gabriel uomo. Dunque un individuo maschio […] Se diamo credito al gesuita, e consideriamo lo Spirito Santo una trasposizione cristiana di Gabriele, dai racconti contenuti nei Vangeli emerge che a mettere incinta la giovane Maria è stato proprio lui.

Sono così riuscito a trovare la fonte utilizzata da Biglino, il testo nel quale Danielou analizza l’apocrifo “Ascensione di Isaia” e altri testi di origine giudeo-cristiana. Si perchè quel testo tratta di uno studio svolto da Danielou circa una serie di scritti appartenenti a quell comunità dette giudeo-cristiane. Adesso arriveremo a spiegare di chi si tratta, in maniera da far capire una cosa molto semplice circa le affermazioni fatte nel video dallo scrittore piemontese.

Potete trovare in questo libro il discorso fatto da Danielou circa Gabriele e lo Spirito Santo e confrontarlo con quello raccontato da Biglino. Ecco il Link:

http://www.theologica.fr/!_Pg_Patristique_Etudes&Travaux/JeanDanielou/Th%C3%A9ologie%20du%20Jud%C3%A9o-Chrsitanisme.pdf

 

Il testo di Danielou analizza alcuni scritti appartenenti alle comunità giudaico-cristiane in maniera da evidenziare la presenza di una teologia precedente a quella derivante da un confronto con il mondo ellenistico. Danielouo spiega infatti che già fin dagli albori del cristianesimo esisteva una teologia svolta da una comunità giudaico-cristiana che si basava su una rivisitazione in chiave apocalittica delle scritture ebraiche. Uno di questi testi presi in analisi, l’“Ascensione di Isaia”,  è uno scritto apocrifo giudaico-cristiano, ovvero un testo appartenente ad una comunità di quegli ebrei che credevano in Gesù ma che al tempo stesso continuavano a rispettare la Legge mosaica e le prescrizioni contenute nella Torah ( circoncisione, tabù alimentari, Shabbat, preghiere e feste ebraiche). E proprio fra quelle pagine Danielou spiega che esistono delle trasposizioni fra lo Spirito Santo e Gabriele, e molte altre curiosità. Propone quindi i diversi aspetti e parallelismi che emergono dallo studio di questi scritti che non erano conosciuti… Si trattava quindi di una prima comunità cristiana, “primitiva”, presente come altre in quello specifico scenario storico del primissimo cristianesimo.

Riporto di seguito la traduzione in italiano (sempre usando Google traduttore…mi scuso per gli errori commessi) dell’introduzione francese e le scansioni del testo di Danielou. Ho sottilineato le parti nelle quali Danielou spiega l’obiettivo del suo studio. Vi sarà facilissimo comprendere che quindi quello che spiegaDAnielou non ha NULLA A CHE VEDERE con le affermazioni che fa Biglino e con la forzatura che vuole fare per dire qualcosa che in realtà non dice assolutamente.

La teologia cristiana userà dagli apologeti gli strumenti intellettuali della filosofia greca. Ma antecedentemente c’era una prima teologia di struttura semitica.

L’esistenza di questa teologia è stata in gran parte sconosciuta fino ad ora. La storia dei dogmi di Harnack, per esempio, non gli rende alcun posto.

Sembra che, secondo lui, la teologia sia nata dall’incontro del messaggio evangelico e dalla filosofia greca. Questa tesi sembra abbastanza discutibile. Al contrario, pensiamo che la teologia sia vecchia quanto la rivelazione e che fin dall’inizio sia stata oggetto di riflessione e approfondimento.

L’errore di Harnack può essere spiegato dalla scarsità di testimonianze riguardanti questo primo periodo della storia della teologia. È vero che i documenti letterari che abbiamo conservato sono pochi e sollevano questioni difficili che sono state solo gradualmente chiarite.

Ma a parte questi documenti, molte testimonianze attestano l’esistenza di questa teologia arcaica. Già l’Epistola agli Ebrei si oppone all’insegnamento elementare, che è dato ai bambini, alla “parola di perfezione”, che viene data agli “uomini fatti” (5: 11-14).  Ignazio di Antiochia ripeterà la stessa distinzione (Trall., V, 2).

È anche questa teologia arcaica che ci sembra in seguito essere coperta in varie espressioni che non sono state finora strettamente ravvicinate e che sembrano designare realtà vicine. Papia, Irénée, Clémente Alessandrino parlano di “tradizioni” che risalgono ai tempi apostolici e distinte dalla regola della fede; l’Epistola di Barnaba propone di iniziare alla “gnosi dei misteri”, cristiani addestrati; la Lettera degli Apostoli e l’Apocalisse di Pietro ci trasmettono il cosiddetto insegnamento dato da Cristo dopo la risurrezione e conservato nella tradizione orale.

La somiglianza del contenuto di queste varie espressioni suggerisce che si tratta dello stesso dato, che è la teologia giudeo-cristiana, come tenteremo di mostrare.

 

Ciò che è caratteristico di questa teologia è che si esprime nelle cornici del pensiero antico dell’epoca, vale a dire  l’apocalittico, che è una teologia visionaria. Non dobbiamo esporre la metodologia. Questo è comune con il giudaismo del tempo. Si troverà nei lavori che lo riguardano. Coinvolge concezioni come quella della “rivelazione” nel senso letterale della parola, cioè lo svelamento di segreti celesti. Questi segreti riguardano il cosmo sacro, gli habitat degli angeli, i demoni e le anime. Il visionario li attraversa durante un’ascesa “con il suo corpo o senza il suo corpo”, non lo sa. Prende anche conoscenza dei libri celesti, che contengono i segreti della storia.
L’essenza della fede cristiana è affermare che solo Cristo è penetrato oltre il velo e che solo lui ha aperto i sigilli del libro sigillato. Ma questa affermazione, la teologia giudeo-cristiana, la sviluppa per mezzo delle categorie che erano quelle dell’apocalittica. È questa teologia giudeo-cristiana di cui cerchiamo di raccogliere in questo primo volume i dati sparsi.
Questo studio è di interesse storico, nel senso che illumina un periodo particolarmente oscuro nella storia del cristianesimo. Non c’è bisogno di dire come le scoperte del Mar Morto e quelle di Nag Hammadi siano un elemento prezioso per illuminare questa epoca. Siamo anche molto debitori ai recenti lavori di Schoeps, Cullmann, Goppelt, Dix e molti altri.
Ma l’interesse di questa ricerca non è solo storico. Dimostra che prima di esprimersi nei concetti di Il mondo ellenistico, il cristianesimo ha conosciuto un espressione semitica. Questa espressione persiste ancora nel cristianesimo siriano, che per molti aspetti è una continuazione del giudeo-cristianesimo. Inoltre, il carattere visionario e iconologico di questa teologia lo fa risaltare sorprendentemente nella tradizione liturgica e archeologica, dove permangono molti elementi apocalittici.

Infine, dall’origine semitica delle parole che usa, questa teologia si trova nella continuità dell’ambiente biblico e può ancora oggi prestarsi ad alcune ressourcement.

 

Ecco quindi chiarissime le parole del gesuita:

Ciò che è caratteristico di questa teologia è che si esprime nelle cornici del pensiero antico dell’epoca, vale a dire  l’apocalittico, che è una teologia visionaria.

 

Ma l’interesse di questa ricerca non è solo storico. Dimostra che prima di esprimersi nei concetti di Il mondo ellenistico, il cristianesimo ha conosciuto un espressione semitica. Questa espressione persiste ancora nel cristianesimo siriano, che per molti aspetti è una continuazione del giudeo-cristianesimo. Inoltre, il carattere visionario e iconologico di questa teologia lo fa risaltare sorprendentemente nella tradizione liturgica e archeologica, dove permangono molti elementi apocalittici.

 

Qui di seguito le scansioni del testo originale:

 

pg.5 - copia

pg.6 - copia

 

 

Tra l’altro una cosa molto interessante che spiega Danielou è che la Lettera agli Ebrei assume un significato maggiore proprio dell’esistenza di questi scritti e di questo confronto con i testi giudaico-cristiani  perchè mettono evidenziano uno scontro/incontro fra teologie antecedenti a quello che avverrà  succesivamente con il mondo ellenistico. E quindi il discorso di Danielou suona ancor più ordinato e coerente.

La lettera agli ebrei è una sorta di esortazione  ad alcuni cristiani ebrei che stanno vivendo una nostalgia rispetto alle esperienze religiose ebraiche ed alcuni di loro per sfiducia, rischiano di abbandonare la fede cristiana.
Questo testo è ricco di riferimenti e confronti con i temi biblici della tradizione giudaica.
Si tratta quindi di un discorso indirizzata  a cristiani di origine ebraica.

http://www.bibbiaedu.it/testi/Bibbia_CEI_2008.Ricerca?Libro=Ebrei&capitolo=1&idp=8

Lettera agli Ebrei Vita cristiana e teologia

[11]Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare perché siete diventati lenti a capire. [12]Infatti, voi che dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno v’insegni i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido. [13]Ora, chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino. [14]Il nutrimento solido invece è per gli uomini fatti, quelli che hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo.

Ebrei – Capitolo 6 

L’autore espone il suo disegno

[1]Perciò, lasciando da parte l’insegnamento iniziale su Cristo, passiamo a ciò che è più completo, senza gettare di nuovo le fondamenta della rinunzia alle opere morte e della fede in Dio, [2]della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. [3]Questo noi intendiamo fare, se Dio lo permette.

 

Le pagine in cui Danielou spiega il collegamento che quella comunità di giudeo-cristiani crea fra lo Spirito Santo e l’angelo Gabriele, nel testo dei giudeo-cristiani l'”Ascensione di Isaia”, sono quelle che vanno dalla 213 fino alla 217. Leggendo fra le pagine che ho messo di seguito, così come avrete già letto nell’introduzione dello stesso teologo francese, potrete capire che il discorso di Biglino non ha alcun senso, riducendo studio davvero molto interessante e profondo, ad una breve frase d’effetto ma che non corrisponde alla verità, venendo usata in maniera inappropriata. Tuttavia sono sicuro che gli ascoltatori del video di biglino se ne saranno andati a casa convinti che ciò che avevano sentito fosse vero, ma purtroppo come abbiamo appena spiegato non è così. Infatti ho trovato nel Web diversi spazi di discussione nei quali le persone prendevano per vera quell’affermazione di Biglino circa Danielou, senza mettere in dubbio che forse non fossero giuste. Ecco quindi che ho pensato fosse giusto scrivere questo articolo e spiegare come stessero davvero le cose.

Riporto di seguito una traduzione in italiano (ho usato Google traduttore, mi scuso ancora per gli errori) di quelle pagine e le foto del testo originale :

 

Pagina 213:

LO SPIRITO SANTO E IL GABRIELE

L’assimilazione di Michele alla Parola ha per contropartita e per conferma quella di Gabriele allo Spirito Santo. Il testo essenziale qui è l’Ascensione di Isaia. È spesso menzionato
“Angelo dello Spirito Santo”, che è identico a Gabriele. È semplicemente un nome dato a Gabriele o allo Spirito Santo rappresentato nella forma dell’angelo Gabriele? La questione rimane dibattuta. Il cardinale Tisserant ha scritto nella prefazione alla sua traduzione:
“Volentieri l’autore dell’Ascensione usa le parole “Angelo dello Spirito Santo'”, e non è chiaro se se sia la terza persona della Trinità o un angelo

 

Pagina 214

>> (p.14). È possibile, inoltre, che il pensiero dell’autore stesso sia esitante. Egli cristianizza i precedenti temi apocalittici e questa cristianizzazione, come abbiamo visto per l’analogia della Parola e Michele nella Seconda Enoch, può essere più o meno avanzata.
Un primo passaggio riguarda la risurrezione di Cristo. Tra le circostanze di questo, l’autore evoca << la discesa dell’angelo della Chiesa cristiana che è nei cieli – è lui che chiamerà gli ultimi giorni – e l’angelo dello Spirito Santo e Michele, il principe santi angeli, come il terzo giorno apriranno la tomba “(III, 15-16). Il testo ricorda il Vangelo di Pietro, [nota 39], in cui due angeli – e qui agiscono sicuramente come angeli – innalzano Cristo uscendo dalla tomba. Ma ci sono differenze. Il primo è che l’Ascensione menziona tre angeli, non due. Ma sembra che la menzione dell’Angelo della Chiesa Cristiana sia collegata ad un primo episodio, distinto dall’apertura della tomba. Siamo quindi riportati ai due angeli.  Abbiamo precedentemente notato che per Hermes, Michele, il capo del popolo di Dio, è uno dei nomi che designano il Figlio di Dio. È quindi possibile che questo testo debba essere aggiunto a quelli in cui la Parola si chiama Michele.
Ciò sarebbe confermato se ci fosse concesso di vedere nell’angelo dello Spirito Santo, lo stesso Spirito Santo. Ma gli altri usi del termine nel lavoro impongono questa interpretazione. Noi leggiamo nel capitolo VII, 23 << accolgo con grande gioia che coloro che amano l’Altissimo e la sua amata andare lassù (nel settimo cielo), il loro fine ultimo, dall’ “Angelo dello Spirito Santo”>>.

La funzione di introdurre nel mondo celeste ritorna spesso di Michele, ma appartiene anche a Gabriele, nell’apocalittico ebreo [nota30].  Qui, tuttavia, è si tratta dell’ingresso al santuario della Trinità. L’autore ci ha detto poco prima del trono, i vestiti e la corona, che simboleggiano questa divina vocazione dell’uomo, “sono soprattutto i cieli e i loro angeli” (VII, 22). È quindi lo Spirito Santo che deve essere visto indubbiamente qui in questo angelo. [nota31] Due ultimi testi ci portano una conferma definitiva. Isaia è ammesso a contemplare il settimo cielo: << E io ho visto

 

Pagina 215:

in piedi, la cui la gloria ha superato quella di tutti, e la sua gloria era grande e meraviglioso … E tutti gli angeli si avvicinarono e adorarono e cantarono … E l’angelo mi disse: Questo è il Signore di tutti gli splendori che hai visto. E mentre parlava ancora, ho visto un secondo essere gloriosa, che era come lui, e solo venuto a lui e hanno adorato e cantavo … E vidi il Signore e un secondo angelo. E stavano in piedi. Ma il secondo che ho visto era alla sinistra del Signore. E io dico, chi è questo? E l’angelo mi disse: Adora, perché è l’Angelo dello Spirito Santo che è in voi e che parla anche in altri giusti “(IX, 27-36). Il Signore è la Parola. L’Angelo dello Spirito Santo è come questo. Quindi non c’è dubbio che sia la terza persona della Trinità. Il primo seggio alla mano destra di Dio; il secondo alla sua sinistra. Vedremo che questa è la trasposizione di uno degli attributi di Gabriele. Entrambi sono trascendenti a tutti gli angeli e gli oggetti del culto di tutte le creature. D’altra parte, è l’angelo dello Spirito Santo che ha parlato attraverso i profeti. Si noti, tuttavia, una caratteristica che non mette in discussione quello che diciamo, ma attestato qualche subordinazionismo: il Signore e l’Angelo del culto Spirito e lodare Dio (IX, 40). Questo tratto è uno di quelli con cui la teologia angelomorfa giudeo-cristiana agirà sulla teologia di Origene e degli Ariani. In un testo parallelo, Isaia contempla l’ascensione gloriosa di Cristo: “E vidi come ha ottenuto nel settimo cielo, e tutta bella e tutti gli angeli glorificato il. E poi l’ho visto sedere alla destra della Grande Gloria, quello che ti ho detto che non potevo sopportare lo splendore. E ho anche visto l’angelo dello Spirito Santo sedere a sinistra. E questo angelo mi disse: Isaia, figlio di Amos, ti congederò … Torna al tuo vestito (terreno) finché i tuoi giorni non saranno completi. Quindi tornerai qui “(XI, 32-35). Il parallelismo tra l’Amato e l’Angelo dello Spirito Santo è qui rigoroso. Condividono la stessa gloria divina. Questi testi sono tra i più antichi testi trinitari cristiani. Ma la Trinità è concepita in termini angelo-morfi. L’Ascensione di Isaia può illuminare un altro testo giudeo-cristiano, II Enoch, che presenta con un perfetto parallelo e allo stesso tempo per mostrare più chiaramente che l’angelo dello Spirito Santo è una trasposizione del tema ebraico di Gabriele. In effetti, vediamo Gabriele eseguire tutte le funzioni che sono, nell’Ascensione di Isaia, quelle dell’Angelo dello Spirito Santo, che

 

Pagina 216

ci permette di concludere nello stesso tempo che l’Angelo dello Spirito Santo, nell’Ascensione, è in effetti una cristianizzazione del tema ebraico di Gabriele e, al contrario, che è davvero lo Spirito Santo che dobbiamo riconoscere nel Gabriele del Secondo Enoch, come era la Parola che doveva essere riconosciuta in Michele. In un primo passaggio, Gabriele ha introdotto Enoc davanti al volto di Dio: “Il Signore mi ha mandato uno dei suoi Glorioso, Gabriele, che mi ha detto di coraggio, Enoc, non temere, alzarsi, vieni con me e stai di fronte al volto del Signore per sempre. E gli dissi: Ahimè, mio ​​Signore, la mia anima si è allontanata da me per paura; mi chiamano gli uomini che chi mi ha portato in questo luogo … e Gabriele mi ha portato, come una foglia portata via dal vento, e mi ha trascinato e mi mise agli occhi del Signore. E vidi il Signore, volto potente e glorioso e terribile … E il Signore dalla sua stessa bocca mi ha chiamato il coraggio, Enoc, non temere, sorgere e stare davanti a me in mai “(XXI, 5-XXII, 3). Gabriele, qui, adempie la stessa funzione di conforto e introduzione come l’angelo dello Spirito Santo nell’Ascensione. È un ruolo di Paraclito. Si noterà anche che gli angeli, che fino ad ora hanno accompagnato Enoch, non possono fare nulla per lui qui, come nell’Ascensione di Isaia. Infine, notiamo che le parole di Gabriele sono prese per intero dal Signore. Questo ricorda l’osservazione del cardinale Tisserant circa l’angelo del Spirito Santo nella Ascensione di Isaia: “Egli respinge il profeta con la stessa autorità di Dio invio di Enoch” (p 211.). Il secondo passaggio è ancora più sorprendente. Sappiamo che nell’Ascensione di Isaia l’angelo dello Spirito Santo siede alla sinistra del Signore. Ora leggiamo in II Enoc: “Il Signore mi ha chiamato e mi ha messo a sinistra, nei pressi di Gabriele, e ho adorato il Signore” (XXIV, 1) 32. Così Gabriele è l’angelo che siede a sinistra. Il parallelismo è qui rigoroso. Ci permette di concludere con certezza che l’Angelo dello Spirito Santo, nell’Ascensione, è una trasposizione di Gabriele. Rende probabile, se il secondo Enoch è un’opera giudeo-cristiana, che è lo Spirito Santo che è rappresentato lì sotto la categoria di Gabriele. Un testo finale ci introduce a un nuovo aspetto della similitudine dello Spirito Santo e di Gabriele. Leggiamo in Ascensione, XI, 4, su ciò che segue l’incarnazione: “E

 

Pagina 217

l’angelo dello Spirito apparve in questo mondo, e dopo questo, Giuseppe non mandò via Maria, ma la trattenne. È chiaro, come nota Tisserant, che questo è l’Angelo Gabriele, il normale messaggero di tutte le cose riguardanti l’Incarnazione. L’angelo dello Spirito Santo è qui Gabriel. Ma come abbiamo stabilito che l’angelo dello Spirito Santo è lo Spirito Santo, qui abbiamo un’assimilazione dell’angelo Gabriele allo Spirito Santo, nei preliminari della nascita di Cristo.

 

ecco le scansioni del testo orignale:

pg.213 - copia

 

 

 

pg.214 - copia

 

 

 

pg.215 - copia

 

 

pg.216 - copia

 

 

pg.217 - copia

 

Tra l’altro non si legge da nessuna parte di Gabriele che copre maria lasciandola incinta.

Il pensiero di Danielou circa lo Spirito Santo è ben altro. Leggiamo sui scritti infatti che:

http://www.atma-o-jibon.org/italiano7/danielou_avvento3.htm

 

 “E se ogni santità si effettua per mezzo dello Spirito Santo il compito di Maria grandeggia sempre più, giacché soprattutto su di Lei lo Spirito si diffonde dai primissimi momenti dell’ Incarnazione: Spiritus Domini superveniet in te, sino alla Pentecoste: Et erat mater Jesu ibi.
Esiste una relazione particolarissima tra la Vergine e lo Spirito Santo. Abbiamo detto che la Vergine è anzitutto colei che riconobbe il Padre, la perfetta adoratrice del Padre; in secondo luogo colei che preparò la venuta del Verbo nelle anime e nella Chiesa: infine, cosi interamente ordinata a questa generazione del Verbo nelle anime e nella Chiesa, è anche in modo profondamente misterioso Colei che la Chiesa chiama Sposa dello Spirito Santo, ossia la Creatura che con lo .Spirito Santo lavora nell’umanità alla edificazione della Gerusalemme celeste. San Luigi Grignion di Montfort scrive che la Chiesa attuale non possiede più abbondantemente lo Spirito Santo perché Maria non vi è abbastanza presente. Lo Spirito fu dato a profusione nel Cenacolo pentecostale perché vi era Maria: in tutte le epoche che tengono Maria presente lo Spirito Santo si diffonde sulla terra e produce le grandi opere di Dio.”

o ancora:

“Egli vi battezzerà nello Spirito Santo e nel Fuoco ». Lo Spirito Santo e il Fuoco hanno qui senso escatologico. Questo Fuoco è il Fuoco del Giudizio e al tempo stesso è il Fuoco dell’ Amore: è la stessa gloria di Dio che trasformerà i giusti e consumerà il peccato. Il Battesimo in acqua di Giovanni costituisce di questo soltanto una figura e una preparazione. Con l’apparizione del Fuoco e dello Spirito si attuerà la trasfigurazione, la trasformazione del mondo che il Cristo viene a compiere.”

e ancora:

“In rapporto alla prima Parusia, la Vergine sostiene una parte di primo ordine. In Lei, difatti, culmina l’attesa del popolo ebreo, nella misura in cui in Lei convergono e confluiscono tutte le preparazioni, tutte le aspirazioni e tutte le ispirazioni, tutte le grazie, tutte le prefigurazioni che avevano riempito l’Antico Testamento: così da poter dire che, alla vigilia della venuta del Cristo, Maria riassume e incarna la lunga attesa dei venti secoli da cui era stata preceduta. Tutto l’Antico Testamento viene così a raccogliersi in Lei in una aspirazione più ardente, in una preparazione spirituale più totale alla venuta del Signore. Omnis vallis implebitur et omnis collis humiliabitur. «Che ogni valle sia colmata, che ogni collina sia abbassata… ».

ancora:

“Opera dell’ Antico Testamento fu l’educazione d’una umanità grossolana, aspra, ancora disforme, ancora carnale, per renderla a mano a mano capace di portare i doni di Dio e di ricevere lo Spirito Santo. Si attuava così una lunga progressiva azione educatrice. E questa educazione culmina nell’anima della Vergine: in modo tale che, se la sua anima sfugge al tempo ed essa è, in certo senso, come una presenza di eternità, si può anche dire che fu come preparata da tutta l’educazione della sua razza. Ella è il meraviglioso fiore sbocciato da Israele al termine della misteriosa azione dello Spirito Santo nell’anima di tutti i Profeti e di tutti i Santi di Israele. Tutto ciò che si compi nell’anima di Rachele, nell’anima di Rebecca, nell’anima di Sarai nell’anima di Ruth, nelle anime di tutte le donne dell’ Antico Testamento trova il suo compimento pieno nell’anima di Maria. Giunti a Lei, si può dire in verità che ogni valle è colmata e ogni collina abbassata: ossia, Ella è veramente la via sulla quale il Signore potrà camminare senza che i suoi piedi restino feriti.”

 

 

Due screenshot nei quali si possono leggere le affermazioni di Biglino:

 

 

 

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Cose che puoi fare se non sei Papa

 

Cose che puoi fare se non sei Papa

 

 

Puoi svegliarti in malo modo e se piove tornartene al letto lasciando la cornetta del telefono sollevata sul comodino.

 

 

Puoi andare a dormire con un gatto od un peluche. In senso puramente metaforico.

 

 

Puoi svegliarti senza dover andare ad una qualsivoglia riunione che tratti di tematiche mondiali e globali.

 

 

Puoi andare al bar vestito malamente a berti un caffè mangiando un cornetto leggendo un Playboy dimenticato da qualcuno sul bancone e magari fare anche delle battutacce assieme al barista.

 

 

Puoi passeggiare con un gelato in mano e passando davanti ad una Chiesa tirare dritto per non perdere lo spettacolo delle 18.30 al Cinema.

 

 

Puoi andare alla manifestazione indetta dalla CGIL a favore dei pensionati.

 

 

Puoi dire ad una signora mentre stai aspettando di farti visitare dal medico di base: “signora, guardi che ci sono io prima, lei è dopo di me, grazie…”.

 

 

Puoi aprire la finestra per cambiare l’aria e non dire nulla. (e senza lanciare alcun volatile bianco)

 

 

Puoi abitare in una casa di 38 metri quadrati.

 

 

Puoi appendere al muro una cornice con una foto del Papa che ti è stato più simpatico.

 

 

Puoi calpestare casualmente un escremento di cane e pulirti strisciando sull’asfalto la suola della scarpa smerdata.

 

 

Puoi guardare “Chi l’ha visto?” e telefonare dicendo di aver riconosciuto una delle persone della foto anche se sai che non è assolutamente vero.

 

 

Puoi telefonare ai vigili urbani per segnalare un sinti falso invalido che fa l’elemosina.

 

 

Puoi andare a fare il volontariato alla Tiberiade o al Betania.

 

 

Puoi rubare un ombrello al supermercato se fuori piove e non ne hai uno a portata di mano.

 

 

Puoi licenziarti dal posto del lavoro per diventare Papa.

 

 

Puoi andare a prendere una bottiglia di vino sfuso e comprare Lotta Comunista.

 

 

Puoi andare al ristorante arabo.

 

 

Puoi ammazzare senza pietà una zanzara sul muro con una ciabatta e deriderla.

 

 

Puoi passare la domenica su una panchina dei giardinetti facendo cruciverba e ascoltando le chiacchere dei passanti.

 

 

Puoi cercarti una morosa o comprartene una.

 

 

Puoi adottare un bambino a distanza.

 

 

Puoi mandare a fare in culo due bambini che per la strada stanno strillando e fastidiosamente giocano col fischietto da arbitro.

 

 

Puoi andare al mare portandoti da leggere il libro “il codice Da Vinci”.

 

 

Puoi andare in macchina con l’autoradio alta e senza cintura.

 

 

Puoi andare dal tabaccaio e farti fare l’abbonamento per l’autobus.

 

 

Puoi ascoltare il racconto triste di qualcuno e dire “…pazienza…”

 

 

Aprire un B&B in nero solo per gay o lesbiche.

 

 

Puoi comperare una scatola di petardi.

 

 

Puoi entrare in seminario e sperare di essere proclamato Papa, 60 anni dopo.

 

 

Puoi farti fermare per la strada da due suore giapponesi che ti chiedono di fargli una foto davanti al Ponte di Rialto.

 

 

Puoi comprare due cani e chiamarli Pietro e Paolo.

 

 

Puoi farti fermare in autobus senza biglietto e dare false generalità.

 

 

Puoi fare il diacono e raccontare tutto il contrario di quello che ti è stato insegnato in seminario.

 

 

Puoi startene beatamente con le mani in tasca ad ascoltare due che si maledicono e si offendono ad alta voce per una zuffa fra i rispettivi cani.

 


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Holly e Benji – Dettagli Episodio n°5

 

Sono sicuro che tutti voi abbiate guardato le puntate di Holly e Benji facendovi rapire totalmente per una ventina di minuti di pura magia dentro la vita di Oliver Hutton, nella sua quotidianità e in quel mondo disegnato che riusciva a far diventare reali le emozioni del piccolo campione giapponese, rendendole anche  nostre.

Tuttavia fra un tiro cannonata ed  uno scatto fulmineo, molti particolari sicuramente vi saranno sfuggiti, e cosi con un po’ di pazienza ho pensato di riguardare (nuovamente, per la cento miliardesima volta e senza annoiarmi) l’intera serie del più importante cartone animato giapponese degli ultimi 400 anni e scovando questi simpatici dettagli sparsi qua e là nelle varie puntate.

 

Episodio n° 5 – La resa dei conti – ライバルはどこだ – raibaru hadokoda – 10 novembre 1983

 

Minuto: 0.15

“Spero di giocare in una delle due squadre della città, appartengono entrambe a delle scuole.” – Tom Baker. (solo due scuole?)

Fujisawa Panorama - 6.PNG

 

 

Minuto: 0.39

La casa di Benji Price.

Casa price - 5.PNG

 

 

Minuto: 1.46

Fujisawa.

Fujisawa - Panorama - 1.PNG

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Fujisawa - Panorama - 4.PNG

Fujisawa - Panorama - 5.PNG

Fujisawa Panorama - 7.PNG

 

 

Minuto: 2.18

I due atleti che si sfidano a karatè sono identici a Bruce Harper e Oliver Hutton.

Bruce atterra Oliver in una scena.PNG

 

 

Minuto: 4:29

“Sarà come se fossi io stesso a suggerirgli cosa fare, vederlo giocare mi ricorda come giocavo anch’io a pallone, a volte mi soffermo a pensare a come mi comporterei se ci fossi io al suo posto ecosì mi rendo conto che considero Oliver un altro me stesso.” – Roberto Sedinho seduto sugli spalti chiacchera nel pre partita con la mamma di Oliver.

“Come va la sua vista.” – Maggie Hutton

“Non ho tempo di pensarci, questi ragazzi si impegnano talmente tanto per giocare meglio che riescono a coinvolgere anche me così non mi rimane molto tempo per pensare ai miei guai.” – Roberto Sedinho

Maggie Hutton parla con Roberto Sedinho.PNG

 

 

Minuto: 5.32

Oliver con la maglietta della nazionale giapponese e la coppa del mondo in mano.

Oliver Hutton con la maglia della Nazionale e la Coppa del Mondo.PNG

 

 

Minuto: 6.00

La divisa di atletica della San Francis e qualla della Niuppy. 3vs 3 nella corsa.

Divise corsa San Francis e Niuppy.PNG

 

 

Minuto: 7.24

Pubblicità alla Adidas.

Tom davanti scuola.PNG

 

Minuto: 7.33

“Ragazzi dobbiamo assolutamente mettercela tutta per vincere la partita contro la San Francis sennò non riusciremo mai a qualificarci per giocare nella Coppa Regionale.” – Charlie Custer. Poi arriva Jack Morris.

 

Minuto: 8.27

Divise sportive San Francis e Niuppy

Divisa Sportiva Niuppy.PNG

Divisa Sportiva San Francis.PNG

 

Minuto: 8.59

Tom va a scuola per iscriversi.

Tom davanti scuola.PNG

 

 

Minuto: 9.59

Pubblico.

Pubblico - 6.PNG

Pubblico - 1.PNG

Pubblico - 2.PNG

Pubblico - 3.PNG

Pubblico - 5.PNG

Pubblico - 6.PNG

Pubblico - 7.PNG

Pubblico - 8.PNG

 

 

Minuto: 10.29

Tom incontra per la prima volta Benji.

Tom incontra Benji - 2.PNG

Tom incontra Benji -3.PNG

Tom incontra Benji - 1.PNG

 

 

Minuto: 12.18

Patty in modo senza casco.

Patty va in moto senza casco.PNG

 

 

 

Lista Foto:

 

 

 


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Holly e Benji – Dettagli Episodio n°4

Sono sicuro che tutti voi abbiate guardato le puntate di Holly e Benji facendovi rapire totalmente per una ventina di minuti di pura magia dentro la vita di Oliver Hutton, nella sua quotidianità e in quel mondo disegnato che riusciva a far diventare reali le emozioni del piccolo campione giapponese, rendendole anche  nostre.

Tuttavia fra un tiro cannonata ed  uno scatto fulmineo, molti particolari sicuramente vi saranno sfuggiti, e cosi con un po’ di pazienza ho pensato di riguardare (nuovamente, per la centomiliardesima volta e senza annoiarmi) l’intera serie del più importante cartone animato giapponese degli ultimi 400 anni e scovando questi simpatici dettagli sparsi qua e là nelle varie puntate.

 

Episodio n° 4 – Il mio migliore amico – ボールは友だち- boru ha tomo dachi – 3 novembre 1983

 

 

Minuto: 2.36

Due ragazzini devono attraversare una strada trafficatissima senza prendere il pallone con le mani…come dire…facciamo investire per Roberto Sedinho!

....attraversare la strada col pallone....PNG

 

 

Minuto: 3.03

Cosa si mangia a casa Hutton.

Piatti di casa Hutton.PNG

 

 

Minuto: 3.03

“Allora da domani ti alzerai alle sette per allenarti…sempre se vuoi entrare nello spirito del giocatore brasiliano.” – Roberto Sedinho.

Sveglia alle 7.PNG

 

 

Minuto: 4.35

Signorina Gould.

Miss Gould.PNG

 

 

Minuto: 6.13

“La cosa più importante per me è avere dei compagni di squadra che siano anche dei veri amici.” – Oliver Hutton

Veri Amici.PNG

 

 

Minuto: 7.20

Bob Denver oltre che difensore è sostituto di Benji.

Paul Dyamond è un centrocampista.

Ted Carter è un attaccante.

Paul Mason è un centravanti.

 

 

Minuto: 8.09 (e 6.40)

“Non siete curiosi di sapere perché Benji non è qui? Ho sentito che da oggi resterà a casa per allenarsi come si deve. Non andrà più neanche a scuola. Questo è quello che mi hanno detto. Il gol che tu sei riuscito a segnare Oliver è stato per lui un grande smacco e ora sta preparandosi al prossimo incontro con te. Vuole essere il primo.” – Jake Morris

Jack Morris - 1.PNG

 

Jack Morris - 2.PNG

 

 

Minuto: 11.04

Entra in scena Tom Baker che abita in montagna. Si possono vedere gli amici del posto con i quali gioca a calcio.

 

 

Minuto: 11.29  —-  11:35

Bimbi scuola.

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Studenti in giardino Niuppy - 2.PNG

 

Studenti in giardino Niuppy - 3.PNG

 

Studenti in giardino Niuppy - 4.PNG

 

Studenti in giardino Niuppy - 5.PNG

 

 

Minuto: 11:53

Panorama Fujisawa.

 

 

Minuto: 13.07

Quadri Preside Scuola Fujisawa.

Preside Niuppy - 1.PNG

Preside Niuppy - 2.PNG

Preside Niuppy - 3.PNG

 

 

Minuto: 19:09

“Salve!” – Tom Baker da fermo.

“Salve!” – Oliver Hutton correndo col pallone.

Il primo incontro tra Tom e Oliver.

Tom incontra Oliver - 1.PNG


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Biglino e la Traduzione Letterale del Prof. Gunther Ross di Pinocchio. (Invito alla Riflessione)

Mi chiamo Gunther Ross, sono uno studioso tedesco, traduttore di diversi libri e opere italiane.

Vorrei proporvi una mia traduzione del testo italiano di Pinocchio. Una traduzione letterale e senza alcuna interpretazione, che mi ha portato a delle conclusioni che davvero potrebbero rivoluzionare e cambiare una storia che ci è stata raccontata per anni in una maniera, quella che volevano loro evidentemente, e che ora invece potrebbe cambiare molte cose. Infatti mi sono accorto che quel libro non è assolutamente un libro di fiabe ma è un testo che ci giunge da molto lontano e nel qual l’autore non parla di marionette ma ci riporta di un evento, che nel corso degli anni è stato volutamente – mi viene a questo punto da dire– manipolato per parlarci di tutt’altro.

Quel libro non parla di una marionetta dal nome Pinocchio, ma di una creatura chiamata dalla gente di quel territorio Pinocchio. Infatti, cercando di tradurre il termine “burattino” utilizzato per indicare il protagonista del libro, mi sono accorto che poi questi nella storia comincia a muoversi e prende vita. Ma allora? Come può essere che un “burattino” poi inizia a camminare e a parlare come un essere umano? Quel “burattino”, chiamato così forse per alcune caratteristiche che avevano colpito le persone del luogo, comincia quindi ad essere chiamato con un termine “Pinocchio” mai usato prima, di cui cioè non si conosce l’origine o la traduzione esatta. Ecco allora che chi ha trascritto quella storia successivamente all’accadimento dei fatti ha manipolato al servizio dei propri scopi, di quello cioè che intendeva che le persone leggessero e non di quello che davvero quella storia raccontava.

Ecco però che noi sappiamo che in questo pianeta i “burattini” non prendono vita e che i “bambini di legno” di cui si parla in quel libro, non esistono.  E’ evidente che dietro al termine “Pinocchio” si nasconde una verità di cui ci è stata negata intenzionalmente la possibilità di averne la conoscenza.

Dopo aver lavorato per anni per la stessa Casa Editrice che molti anni prima aveva svolto quello stesso lavoro di traduzione di quel libro dalla sua lingua originaria, ho deciso di tradurlo, attraverso le conoscenze che ho accumulato attraverso degli studi svolti privatamente a contatto con madrelingue italiani, seguendo il metodo letterale.  Per quel “burattino” che prende misteriosamente vita e che viene chiamato successivamente “fanciullo” vengono usati quindi due termini dal significato diametralmente opposto. Come mai? Perché un errore simile? O si parla di un pezzo di legno inanimato odi un fanciullo nato da dei genitori in carne ed ossa. Ma qui no. Allora ho scoperto che quel “Pinocchio” è in buona sostanza una specie di creatura capace di modificarsi da un punto di vista anatomico-strutturale a seconda del pianeta che abita, in carne simile alla nostra o in un materiale del tutto simile al legno.

Credo che, appunto, questo “bambino di legno”, che da noi non esiste, altro non sia che un essere giunto nel nostro pianeta attraverso quel mezzo che sempre dalla mia traduzione si chiama “Grillo Parlante”, che sappiamo benissimo non esistere anch’esso nel nostro mondo, ma che però viene usato in tutte le traduzioni per indicare una sorta di simpatico insetto che parla e consiglia cosa fare a quel “burattino/bambino di legno”. Nel racconto poi si parla di una ““Fatina” che nel libro viene divinizzata, assumendo i connotati femminili di una madre sacra dai poteri capaci di trasformare e animare le cose, caratterizzata anche da strane fluorescenze, e che invece si sarebbe trattato di uno dei loro ingegneri genetici, che  riesce a trasformare la Creatura “Pinocchio”  dalla forma originaria in legno a quella necessaria per poter abitare il nostro mondo senza essere scoperto e riconosciuto come un essere alieno. Non si spiegherebbe altrimenti la trasformazione di un “bambino di legno”  in “bambino che parla” e oltretutto in carne.

Bene. Questa è la mia traduzione a partire dalla fiaba italiana di Pinocchio a quella in lingua tedesca.

E’ possibile allora che quella storia non ci stia parlando di un “Burattino” che parla con un “Grillo” anch’esso dotato di linguaggio ed in grado di volare a qualunque altezza, ma che questa storia racconti di un incontro fra creature, quelle del nostro  pianeta e quelle di un altro mondo, di un altro universo, arrivate fino a qui per diffondere un messaggio o per confondersi nella nostra popolazione al fine di raccogliere informazioni utili a qualcosa di cui non siamo stati volutamente messi a conoscenza.  

Ho presentato la mia traduzione dei termini “Bambino di Legno” e “Fatina” e “Grillo Parlante” a chi in Italia ha studiato quel testo e nessuno mi ha saputo spiegare il contrario e dirmi che sbagliavo. Nessuno ha saputo dimostrarmi che quel bambino di legno era un burattino, perché se io lo traduco letteralmente, la storia mi parla di un bambino di legno che poi prende vita e parla nella nostra lingua. Sappiamo poi che quel “Prendere Vita” può indicare il fatto che abbia deciso di comunicare con la nostra specie attraverso il popolo di quel paese. Quindi la mia ipotesi, ripeto, è solo una mia ipotesi e che quindi chiunque può stracciare, ma che per ora nessuno ha saputo confutare, ripeto, le traduzioni usate sono quelle ufficiali, è che uno di questi esseri è giunto con la propria navicella (chiamata “Grillo Parlante”) fin qui e grazie alla collaborazione tra uno dei loro ingegneri scientifici e un umano primitivo (tale Geppetto) si è modificato in qualcosa di avanzato che gli ha permesso di rimanere in mezzo a noi fino probabilmente all’arrivo di altre navicelle che lo riporteranno nel pianeta dei “bambini di legno”. O che addirittura altri di loro possano aver colonizzato il nostro pianeta. Queste Creature “Pinocchio” sarebbero quindi ancora in mezzo a noi.

Questo libro usato per i bambini per decenni ora dev’essere spiegato per quello che è, senza più mentire alle persone facendole vivere rinchiuse dentro a quei castelli dogmatici finalizzati a negarci  l’esistenza di altre forme di vita. La Chiesa e la comunità ebraica di Roma già in passato hanno avanzato ipotesi a favore di altre specie nei vari universi e non solo nel nostro, ma nessuno ha mai voluto mettere in dubbio le traduzioni affidate a quel testo.

Ora è il tempo che questa reale verità renda liberi un intero pianeta volutamente tenuto nel buio da una falsa verità chiamata fiaba.

L’altra settimana ho incontrato i principali esperti italiani di Pinocchio e abbiamo scambiato fra di noi alcuni punti di vista e fra le varie domande, nessuno ha saputo rispondere alle domande, e fra queste, come ovviamente sospettavo, quella che rappresenta il pilastro di questa mia ipotesi, ovvero “come sapete con certezza, non con la fede, dell’esistenza di “Pinocchio” e quali fonti avete utilizzato per parlarci dell’origine di quel vocabolo di cui nulla si conosce che è appunto “Pinocchio”? 

Bene, nessuno più di dirci “ci è stato raccontato da mamma e papà”, non ha saputo dirmi, quanto poi alle traduzioni nessun’altro ha aggiunto alcun che, nel senso che mi hanno confermato che “burattino” è “burattino”, “fatina” viene indicata con la stessa “parola”, quindi nulla di nuovo da questo punto di vista.

Ma sono fiducioso con il vostro sostegno che la verità, quella vera, non la loro verità, verrà a galla. E’ solo questione di tempo.